Come evitare che il tuo Blog venga penalizzato

Come evitare che il tuo Blog venga penalizzato

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I motori di ricerca rappresentano una grossa fetta di visite per la maggior parte dei blog, nei casi di siti autorevoli, la differenza tra prima e seconda posizione nelle serp può far perdere migliaia di utenti al mese per singola parola chiave.

Tuttavia quando ottimizziamo le pagine di un sito, ci assicuriamo di rispettare le linee guida di Google, anche se queste possono sembrare talvolta un po’ troppo astratte, ma nonostante questo, cerchiamo di rispettarle. Talvolta rispettare le linee guida non basta per fare del nostro blog un perfetto esempio di sito modello poiché ci sono dei fattori fondamentali che spesso vengono tralasciati, gli stessi fattori che con il tempo possono indurre a penalizzazioni.

C’è un filo sottile che collega la penalizzazione al fisiologico calo di una particolare keyword. Molto spesso c’è confusione mista ad ansia che induce a pensare ad una penalizzazione, ma in realtà non è cosi. Se un sito perde un paio di posizioni su una delle sue keyword più forti non vuol dire necessariamente che è in atto una penalizzazione, anzi, in questo caso bisogna effettuare un’analisi preliminare seria e meticolosa con l’obiettivo di escludere una penalizzazione in atto.

Può succedere che un competitor sia subentrato a dividere la tua fetta di visite o in linea generale qualche altro link è ritenuto migliore perché ottimizzato meglio (sia on-page che off-page). Al contrario, se il calo avviene su più fronti e sistematicamente, allora possiamo prendere in considerazione che stia avvenendo una penalizzazione.

Non esiste una ricetta scritta per evitare penalizzazioni ma sicuramente possiamo seguire delle linee guida che Google mette a disposizione per tutti:

Scrivi contenuti originali

Realizzare contenuti originali ti terrà lontano dalle grinfie della penalizzazione, sembrerà strano ma Google riesce a percepire il gioco sporco. Questo accade quando i post sono duplicati o hanno un contenuto di scarso valore.

Google li chiama “thin content“, quei contenuti generati automaticamente da servizi che offrono feed di articoli gratuiti, da affiliazioni o sponsorizzazioni, contenuti acquisiti con la tecnica dello “scraping“, doorway pages o più semplicemente il copia/incolla di un articolo.

condivisione-contenuti-per-lunghezza
Media condivisioni post per lunghezza

L’obiettivo di Google è accrescere la qualità delle pagine indicizzate, non c’è spazio quindi per duplicazioni o post di scarso valore qualitativo, è dimostrato tra l’altro che i gli articoli più lunghi e scritti meglio sono anche quelli più condivisi.

Gestisci i link con parsimonia

Una delle possibili cause di penalizzazione è la gestione errata dei link, se c’è una sproporzione tra link in entrata e link in uscita a favore di questi ultimi, il tuo blog è quasi sempre ritenuto poco autorevole. Non solo ogni link in entrata rappresenta un “feedback” positivo ma se arriva da un sito autorevole ne accresce di molto il valore. Per questo motivo è sconsigliato offrire i vostri link a chiunque ve lo chieda.

Inoltre, ogni link in uscita dal tuo sito deve contenere l’attributo “nofollow”

<a href="link-esterno.html" rel="external nofollow">Link esterno</a>

Così facendo, stiamo indicando a google un contenuto pertinente all’argomento trattato ma allo stesso tempo evitiamo che lo stesso possa penalizzarci.

Se avete parecchi link di bassa qualità riconducibili a spam, è molto probabile incorrere in penalizzazioni. Per evitare questo, è necessario controllare regolarmente il vostro profilo collegato agli strumenti di Google Webmasters.

I tuoi link in entrata sono inferiori a quelli in uscita? Lavora su una strategia di link building, affidati ad un professionista per studiare un piano editoriale degno dei risultati che intendi avere. I risultati che puoi raggiungere lavorando sulla link building sono importanti.

Monitora spesso le linee guida di Google

Una causa molto interessante di penalizzazione è quella “involontaria”, provocata da un aggiornamento algoritmico del motore stesso. Cosa succede in questo caso? Google cambia algoritmo e le linee guida vengono modificate, se non ci adattiamo al cambiamento potremmo sia mantenere l’indicizzazione, sia essere penalizzati. Se il settore è molto competitivo, sicuramente i competitors cambieranno strategia a nostro discapito.

Nel passaggio da Panda a Penguin e Hummingbird successivamente, Google ha detto chiaramente da che parte vuole stare, prediligendo contenuti di qualità a quelli di scarso valore non c’è più spazio per il gioco sporco.

Passa alle versioni responsive

Google predilige le versioni responsive per garantire un’eccellente esperienza di navigazione a tutti, indipendentemente dal dispositivo. Dal momento che il 45% delle ricerche su Google provengono da device mobili, è fondamentale adattarsi a questa linea guida.

seo-mobile-friendly
Esempio di sito mobile friendly

Per capire se il vostro sito è totalmente responsive, potete aiutarvi con il test di Mobile Friendly di Google e Google Speed Insight.

Un altro suggerimento per capire se il tuo sito è ottimizzato è quello di assicurarvi sia presente la dicitura “Mobile Friendly” accanto alle serp di ricerca mobile.

Evita i Guest Blogging di professione

Nel corso degli anni, Google ha sempre più penalizzato quei blog costruiti per spammare link. Bisogna scegliere con cura potenziali partner e collaborare solo con blog e portali validi, che non fanno della link building la loro principale fonte di guadagno.

Evita di collaborare con blog poco pertinenti alla tua nicchia di argomenti, se il tuo blog parla di Informatica, evita di collaborare con un blog che parla di Benessere e Salute.

Fidarsi di questi servizi?
Fidarsi di questi servizi?

Fatevi aiutare da un esperto seo che possa analizzare la qualità dei contenuti per tutti i potenziali collaboratori. Purtroppo ci sono siti che giocano sporco e che all’apparenza sembrano autorevoli ma in realtà sono pronti ad accettare qualsiasi proposta di guest post senza nessun problema.

Cosa devo fare se mi accorgo che un sito poco autorevole spamma link al mio sito?
Fortunatamente Google ci agevola il lavoro, grazie agli strumenti per webmasters possiamo seguire la procedura che Google stessa consiglia in via ufficiale:

  • Accedi agli strumenti per webmasters e clicca su Traffico di ricerca > Link che rimandano al tuo sito;
  • Verificate i link che violano il regolamento o le linee guida;
  • Per tutti i link che violano le linee guida, contattare il webmaster di quel sito e chiedete loro di rimuovere i link o di normalizzarlo con l’aggiunta di un attributo rel = “nofollow”.

Dopo aver rimosso i collegamenti indesiderati, richiedi la revisione del sito a Google Webmasters. Spiega eventualmente di eventuali link che non sono stati rimossi, la richiesta sarà elaborata.

Dopo aver inviato una richiesta di riconsiderazione, Google ti avviserà (con i suoi tempi) con un messaggio all’interno della Search Console.

Un altro strumento sicuramente utile, è stato introdotto da qualche annetto nella Search Console, il Disavow Tool ci permette di segnalare a Google, i siti a noi sgraditi.

google-disavow-linksUno strumento sicuramente utile ma che Google stesso ci chiede di usare con cautela, perché se utilizzato in modo scorretto potrebbe incidere sul rendimento nelle serp. Infatti, come si legge nell’avviso, si consiglia di “rinnegare” i backlink solo se ritenuti una minaccia reale (spam o tentativi di negative seo).

Evita contenuti duplicati

Purtroppo come spesso accade, il lato oscuro della medaglia, soprattutto quando parliamo di cms, sono i contenuti duplicati. Google ha detto chiaramente che la duplicazione di contenuti può causare un elemento di penalizzazione.

Un buon metodo per evitare la duplicazione dei contenuti è creare delle url canonical, serve per indicare a Google a parità di contenuti duplicati o simili, quale è la pagina da tenere in considerazione.

Esempio:

http://www.marioconcina.it/blog/category/wordpress
http://www.marioconcina.it/blog/tag/wordpress

sono due pagine molto simili che WordPress crea per il mio blog, la prima è una categoria, la seconda è un tag. Fondamentalmente il contenuto è pressoché simile, per questo motivo è consigliabile battezzare quella principale in questo modo:

#nella pagina di categoria category/wordpress
&lt;link rel="canonical" href="http://www.marioconcina.it/blog/tag/wordpress" /&gt;
#nella pagina di tag tag/wordpress
&lt;link rel="canonical" href="http://www.marioconcina.it/blog/tag/wordpress" /&gt;

A parità di contenuti duplicati o molto simili tra loro, ho riferito a Google di considerare solo la pagina tag.

Correggi gli errori

In questo, la Search Console di Google garantisce una buona assistenza, basta monitorarla per rilevare eventuali errori sulle url. Attraverso il percorso Scansione > Errori di scansione, possiamo tenere sottocchio tutti gli errori e correggerli.

Correggere gli errori è importante, poiché è sintomo di buona salute agli occhi di Google, una scansione periodica di monitoraggio non fa mai male ed evita potenziali penalizzazioni.

Quali sono, invece, le azioni che intraprendete preventivamente per evitare possibili penalizzazioni?

  • Fabiana

    Cosa ne pensi di tutti quelli che lavorano in modo sporco? Ho visto siti che fanno black hat alla luce del sole e sono posizionati molto meglio rispetto quelli che giocano pulito….sembra che Google non riesca ancora a penalizzare immediatamente questo tipo di comportamento….magari le priorità sono altre, tipo preservare gli inserzionisti adwords?

  • Marco Avola

    Gran bell’articolo!

  • Francesco Smith

    Indicazioni valide, generalmente dedico un’oretta al giorno all’analisi dei miei siti…ne ho uno in particolare dove il competitor principale del mio cliente ha superato noi praticamente in tutte le keywords….i suoi metodi sono praticamente tutti black hat: realizza recensioni finte, utilizza doorway pages, fa keyword stuffing….ho segnalato tutto questo a Google ma essendo un settore di nicchia ho paura che forse impiegherà troppo tempo prima di iniziare a penalizzarlo (semmai lo farà!)….io continuerò a giocare pulito però il calo di conversioni è stato inevitabile!!! Ovviamente in questo caso la frustrazione è massima

  • Fabio Conchiglia

    le tecniche di black hat continueranno ad esistere sempre…e noi dobbiamo combatterle in tutti i modi possibile….io preferisco lavorare pulito ed ottenere risultati più tardi nel tempo piuttosto che rischiare di ottenere risultati immediati ma penalizzazioni quasi certe…immaginate che danno potrebbe causare una penalizzazione su un ecommerce che fattura centinaia di migliaia di euro l’anno….

  • Pierpaolo Cerna

    sono confuso in quanto parecchi articoli consigliano la realizzazione di plugins e moduli per cms con l’unico scopo di guadagnare link. bene. se questi plugin vengono installati su siti poco autorevoli ci rimetto la pelle? Allora cosa conviene realmente fare?